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Una Sub Cultura.

UtenteMessaggio

9:34 pm
26 gennaio 2009


Lucrezia

Membro

messaggi33

1

Scrivendo un messaggio privato, ho iniziato una riflessione alla quale mi piacerebbe partecipaste, anche se, e mi spiace tanto dirlo, questo forum è, ora, fatto di persone perlopiù assentiste o tendenti al “disfattismo”. Mi aspetto già una pioggia di frecce sulla schiena per questa mia affermazione azzardata, ma vi dico quello che percepisco: la mia impressione è che ormai la maggior parte delle persone, o almeno quella che è iscitta qui, pensi che il gotico sia “morto”, che ormai quelli che si vedono in giro siano dei “fintoni” che le serate facciano tutte schifo e che i bei tempi siano andati. Questo a me provoca tristezza e non riesco ad accettarlo, perchè io “i bei tempi” non li ho vissuti perchè ero troppo giovane, e adesso non riesco a rassegnarmi al fatto che sia “tutto finito”. Ho scritto poco ma ho letto molto in questo forum, ho trovato spessissimo riferimenti “al forum vecchio”, “alla gente vecchia”, a “com'era”. ma allora perchè mi connetto e vedo sempre online un sacco di gente? a cosa crede e cosa cerca chi sta ancora qui?

e dopo questo.. non so come chiamarlo, forse “cappello introduttivo”? arrivo al cuore della questione.

si ragionava di “vestire dark” e di trovare persone affini. per chi ha letto il mio post di presentazione, per me è ancora utopia. e scrivevo a questa persona che sosteneva che i gruppi di gente “veramente dark” all'esterno fossero chiusissimi anche come mentalità, impegnati principalmente a sfoggiare i propri accessori più che a interessarsi di conoscere o dare ascolto a neofiti, o facce nuove. spiegavo che “io personalmente forse tendo a credere alle favole, tendo a sognare di persone che essendo dentro in un certo modo, lo sono anche fuori. so che non è così, io stessa non sono così tutti i giorni, quindi nessuno che mi vede da fuori potrebbe sapere di trovare in me magari quello che cerca, perchè la mia vita quotidiana mi impone moderazione nell'immagine, altrimenti sarebbe come vanificare il 70% degli sforzi che sto facendo x arrivare ad una determinata posizione lavorativa, dove l'immagine non conta niente… fino a che non ti fai additare per come sei vestito.

ma è desolante pensarlo, perchè vuol dire perdere il minimo punto di riferimento, vuol dire non avere più idea di dove cercare, e aspettare che la vita lo faccia per me non è stato fruttuoso.

forse sono portata a pensarlo xk smessi i panni “professionali” per me trucco e corsetti non sono altro che un modo di esprimermi, e non poco importante. non è questione di sfoggiare agli altri. al contrario, ti dirò che per ora, il mio corsetto l'ha visto solo lo specchio. per me, è più un guardarsi e per ogni tanto vedere nello specchio non solo quello che vuole vedere il mondo fuori, ma anche un po' di quello che io ho dentro. ed avendo questa concezione delle cose, non ho proprio la capacità di realizzare cosa possa portare delle persone a fare lo stesso x una ragione diversa da questa. limite mio. quindi inconsciamente penso che tutti “facciano come me”. anche se so che non è così.

mi ha colpito molto una frase che la mia professoressa di cultura dei paesi anglosassoni ha detto a lezione l'altro giorno. 60enne, inglese del cambridgeshire, parlava della sua giovinezza. di cosa fossero veramente le sub-culture. semplicemente così: “I used to have extremely long hair and baggy clothes and ethnic jewels.. and I was always wearing a bandana around my head… but I used to wear like this because when walking on the street or going to any place, any young person dressed similar to me would have stopped and say hello to me. Now there are not sub-cultures anymore.. are there any punks between you, or goths? (silenzio).. not really huh? you really look all dressed the same to me”.

per chi non ha confidenza con l'inglese: “Portavo i capelli estremamente lunghi e vestiti larghi e gioielli etnici…e avevo sempre una bandana attorno alla testa…Ma mi vestivo così perchè così facendo camminando per la strada o andando da qualche parte, sapevo che la prima persona giovane vestita come me si sarebbe fermata a salutarmi. Adesso non ci sono più le sub-culture..ci sono per caso dei punk tra voi, o dei gotici? (silenzio).. No davvero eh? per me siete davvero vestiti tutti uguali”.

Mi ha ucciso questo discorso, e non ho ancora capito perchè.”

10:34 pm
26 gennaio 2009


xNEMESISx

Membro

MILANO

messaggi6

2

Io sono uno di quelli “vecchi”.. la prima generazione… e 49 anni.

Sì..le cose sono cambiate, perché i tempi sono cambiati.

Il 99,9% di quelli che c'erano sono spariti.. inghiottiti dalla vita.. con opinioni e passioni cambiate.

Questo non è valso per me..e me ne rammarico… e sai perché?

Perché più passava il tempo e più avvertivo isolamento, distacco, e..conseguentemente..solitudine.

Non è facile.. per nulla. Allora capisco come le cose appunto cambino…

Passioni che diventano mode (e le mode non comportano nulla di profondo) e passioni che svaniscono per poter sopravvivere in un mondo che di dark ha e vuole ben poco.

La superficialità è vincente.

Il resto è sconfitta.


Io non mi sono arreso, ma…

tutto è terribilmente difficile


“Da dove viene” dicevi “questa strana tristezza che sale come il mare sulla roccia nera e nuda?” 

Quando il nostro cuore ha fatto la sua vendemmia, vivere non è che male.
È un segreto noto a tutti, un dolore semplice, senza misteri…”

(Baudelaire)


Ciao


Nemesis/Massimo

10:35 pm
26 gennaio 2009


Whipping Boy

Membro

Spinea (Venezia)

messaggi15

3

La cosa agghiacciante è che alla fine una sotto-cultura venga identificata dalle altre principalmente tramite un vestiario, allo stesso modo in cui le varie tribù de 'I Guerrieri della Notte' avevano una divisa che le differenziavano le une dalle altre. In quel film del 1979 i 'Warriors' per tornare nel loro quartiere, nel loro territorio (Coney Island) dovevano affrontare le altre band rivali (tra cui da citare almeno le 'Baseball Furies' e gli 'Skinheads') anche perché si rifiutarono di togliersi il gillet di pelle che li identificava appunto come 'Warriors'. Detto questo, limitare la sottocultura dark al vestiario 'gotico' mi sembra limitante e riduttivo. E' una moda nota dopo, e poi c'è da notare che le migliori band (Joy Division oggettivamente i precursori di tutto, ma metterei anche The Sound) avevano un abbigliamento assolutamente normale e privo di eccessi, da tipico impiegato d'ufficio. Con la nascita di locali come il Batcave le cose cambiarono e aumentarono gli eccessi (anche glam) peraltro iniziati da band come Bauhaus e Siouxsie qualche anno prima (che a loro volta riprendevano la lezione di T. Rex – Bowie – Iggy Pop – Lou Reed ecc. ecc.).

Secondo me alla tua professoressa si poteva fare un discorso speculare:

“Mi scusi prof., ma vedendo questa sua foto con i suoi amici gotici scattata nel 1983 dopo il concerto dei Gene Loves Jezebel al Marquee, mi sembra che VOI siate vestiti tutti uguali, visto che avete tutti quanti i capelli tinti, le creste, le collane, i pantaloni tigrati ecc. IO invece sono diversa perché sono vestita con jeans e camicetta bianca”

Dico questa cosa non per spirito di provocazione, ma perché una volta in terza media una prof., peraltro decisamente antipatica, ci accusò di essere vestiti tutti uguali. Al che risposi a tono, visto oltre che ignorante, questa prof. era pure fastidiosa.

Ma, al di là del paradosso, il discorso sui bei tempi andati ci può anche stare. E' un luogo comune con un valore di verità decisamente alto. Ma alla fine che ti frega? Quando hai la musica, i tuoi dischi, il tuo mondo, secondo me tu hai tutto. I vestiti, le serate, la gente vestita di nero con vestiti “da sfoggiare” sono un corollario. I concerti rappresentano la dimensione migliore della musica, certo, ma questi mi sembra non siano mancati negli ultimi anni.

Uno dark veramente lo è dentro, non certo per i corsetti che porta. Ma spt. per la musica che ascolta, possa essere Bauhaus – Dead Can Dance – Lustmord – Durutti Column – Lycia – Danse Society – Diaframma – Black Tape Fot A Blue Girl – Death In June ecc. ecc. ecc.

Poi la musica è una ruota che gira, fino a qualche anno fa andava tanto la 'nu-wave' con gente come Interpol, Editors, White Rose Movement, anni prima andava il neo-folk, anni prima ancora l'EBM, mesi dopo il future pop… nel 2013 magari torna il gothic rock alla Fields Of The Nephilim… chi lo può dire? non certo io…

alla fine torneranno pure i paninari e li sì che saranno cazzi amari… Fico


9:40 am
27 gennaio 2009


Onironauta

Membro

messaggi35

4

Direi che non bisogna confondere la necessità di comunanza con la sua parte deteriore, cioè il bisogno di omologazione. Massificazione. Quello che mi sembra di vedere oggi – e lo dico nel modo più obiettivo possibile e senza esprimere giudizi -  è una nuova ondata 20enni che ruotano intorno al gothic style, senza ascoltare la musica. Un tempo credo le due cose – pur entrambe presenti – fossero in proporzioni nettamente diverse.

Cambiare fa parte delle cose. Ma l'identità…beh quella se ce l'hai non te la ruba nessuno. E se non ce l'hai…non è il gothic, il raggae, l'hip hop o il rockabilly a dartela. Anzi.

In sostanza condivido il pensiero di whipping boy. 

I Joy tutto sommato avevano uno stile definito, spoglio e qualunque. Qualche cravattina sottile si, per distanziarsi dal punk. Grigi come una giornata d'autunno che appassisce senza speranza per quella successiva: New Dawn Fades. I The Sound suonavano anche in maglietta o a petto nudo (il batterista)…infatti di fortuna tutto sommato ne hanno fatta poca anche per questo…ma Borland era uno che guardava il nero e lo vomitava alla gente come pochi altri hanno saputo fare. E The Chameleons? Il concerto di Mark Burgess al Magic Bus – con addosso una camicia che forse neanche al Lidl si trova – rimane una pietra miliare di questo mio piccolo decennio tra serate e concerti dark (o sedicenti tali).

Tornare alla musica. Anzi…più che altro non lasciarla mai.

3:20 pm
27 gennaio 2009


Lucrezia

Membro

messaggi33

5

Intanto vi ringrazio per le risposte. Nemesis/Massimo, approfondire la tua mi piacerebbe molto, fra una decina di giorni quando non sentirò più gli esami pressare sul collo.

Credo però vi siano delle incomprensioni forse date soprattutto dal mio modo un po' nebuloso di scrivere leggendo le vostre risposte, e mi urge chiarirle. Orionauta e Whipping Boy, deduco che voi abbiate letto il mio post come un “limitare la sottocultura dark al vestiario 'gotico' ” (cito Whipping Boy) e certo, certo che non è solo questo! che non sarebbe solo “limitante e riduttivo” (ancora Whipping Boy) ma a dir poco assurdo.. una pagliacciata.

Io non pretendevo di delineare le caratteristiche che fanno una sottocultura, nella fattispece quella dark, perchè non sono in grado di farlo non avendo abbastanza cultura storica, e se mai mi fossi cimentata nell'impresa chiaramente avrei messo la musica come primo e preponderante fattore, dato che è dalla musica che questa subcultura nasce e dovrebbe essere la musica che la tiene unita.

Io mi stavo focalizzando su un particolare aspetto, quello estetico, e stavo riflettendo sul ruolo di questo, perchè anche se è il più superficiale e il meno importante, è quello visibile. Ed è ricollegabile. Non è visibile cosa c'è nelle auricolari di un tuo compagno di università. Non sono visibili i libri che tiene nascosti dentro la borsa. Una linea di kajal nera sotto gli occhi invece lo è: degli anelli d'argento, anche. Stivali tipo new rock, ancora. E può essere quello che basta per, cito ms Bull, la mia prof, “dire ciao”. E poi parlare di quella musica, di quei libri. Del “perchè” siete vestiti così.

Senza il suo abbigliamento, forse, non si sarebbe mai detto ciao perchè non si sarebbe pensato che forse c'erano dei punti in comune, che magari avrebbero portato ad un'amicizia, magari a degli insulti. Ma è qualcosa. A qualcosa avrebbero portato. E sarà superficiale quanto volete ma se tutti siamo dark dentro e ce lo teniamo solo dentro come facciamo a farlo sapere agli altri? Se giro vestita come Victoria Beckam secondo voi in quanti penseranno che i miei interessi spaziano oltre il negozio di Prada, e verranno a parlarmene? Nessuno.

Non ho assolutamente sentito il bisogno di rispondere a tono a ms Bull, perchè si tratta di una persona estremamente colta e sensibile, che non ha detto quelle frasi con tono canzonatorio nè sprezzante, ma solo amareggiato: l'amareggia la diminuzione di comunicazione interpersonale che avverte, l'amareggia l'andare ad un concerto strepitoso e alla fine di questo non trovare nessuno che ha voglia di discuterne (parole sue), allo stesso modo in cui mio padre è amareggiato nell'arrivare nella sala d'attesa del medico e notare come lui è rimasto l'unico a dire “buongiorno” e “arrivederci”. E non è la stessa cosa trovare un gruppo di amici gotici fuori dal concerto dei Gene Loves Jezbel vestiti tutti uguali e trovare un auditorium di 50 persone vestite tutte uguali, perchè nel primo caso ci sono due parole che uniscono queste persone, la prima è “amici” la seconda è “gotici”, si presuppone quindi che, seppur non essendo uguali, abbiano qualcosa in comune che li porta 1) a stare insieme 2) a stare in quel posto. Nel secondo invece c'è solo un ammasso di sconosciuti che frequenta lo stesso corso, alquanto improbabile che ascoltino tutti la stessa musica (se l'ascoltano), simpatizzino tutti per gli stessi ideali e siano tutti amici. 

Con questo, nel caso non fosse chiaro, non dico ne che chi si veste “goth” sia un dark con cognizione di causa (cioè cultura), ne che chi si veste “da ufficio” non lo sia.

Mi chiedo solo se avrei conosciuto qualcuno che ama la musica e la letteratura che amo io vestendomi in modo un po' più “riconoscibile”. O se ormai, affinità d'immagine o no, non si saluti più in ogni caso.

4:31 pm
27 gennaio 2009


Onironauta

Membro

messaggi35

6

Ho capito la natura delle tue riflessioni, si.

12:18 am
28 gennaio 2009


Whipping Boy

Membro

Spinea (Venezia)

messaggi15

7

Siccome nella vita non è mai troppo tardi, puoi sempre provare a vestirti da “dark” seguendo lo stile che più ti piace.  Se pensi che l'abbigliamento possa essere un codice di comunicazione per far presente ad altre persone con la stessa passione musicale (per la dark wave, appunto) che anche tu ascolti quel tipo di musica, non vedo perché non farlo. Il vestiario alla fine è una sorta di linguaggio del corpo, quindi linguaggio non verbale, pertanto se trovi destinatari pronti a cogliere il messaggio “che tu sei dark”, tanto meglio. E anche se non trovi “tuoi simili”, problemi non ce ne sono, perché sarai vestita con i colori e gli stili che più ti piacciono.

SE INVECE pensi che un abbigliamento “troppo gotico” (tipo new rock, t-shirt di band, collane vistose, anelli d'argento, croci celtiche o quant'altro) possa essere interpretato  da persone appartenenti alla sfera del TUO mondo lavorativo (colleghi, superiori, ecc.) come un discrimine per poter formulare un giudizio negativo sulla tua persona (ovvero pre-giudizio), beh lascia perdere e vestiti in modo casual / borghese / normale. Se invece vuoi strafegartene del giudizio di costoro, beh allora vestiti dark.

A me personalmente del giudizio altrui me ne è sempre fregato poco, ma si sa, l'Italia è un paese cattolico, la gente mormora, gli amici chiacchierano, i maschi ci provano, le donne se la tirano, i preti fregano le donne ai mariti (come a Chioggia di recente), per cui bisogna stare molto attenti ai movimenti che si fanno, anche se questi sono innocui. Poi ultimamente le sotto-culture si sono talmente confuse e frammischiate che ultimamente è capitato (non invento, ma riporto) che una dark viene confusa con una emo, una metal viene confusa con una dark, un waver viene accusato di essere vestito male perché ha un giubbotto di pelle marrone e non nero… ecc. ecc… SE la gente pensasse di più ai cazzi propri e non a quelli altrui, tutti vivrebbero meglio, ma si sa, la noia è una brutta cosa…

Poi francamente io non sono il più indicato a parlare di stili dell'abbigliamento perché ne capisco poco e me ne sono sempre strafregato, che senso ha comprare un paio di new rock, quando con gli stessi soldi mi posso comprare un pacco alto così di ristampe in CD o di vinili?

Sul discorso “mancanza di comunicazione” e “poca educazione nel mondo moderno” sono completamente d'accordo con te, di sicuro le cose sono peggiorate nel corso degli ultimi anni… ho come l'impressione (non la certezza) che le moderne tecnologie tipo Internet, chat varie, sms, ecc. più che unire le persone, le abbiano allontanate. Creando peraltro una generazione di gente completamente ALIENATA e rincoglionita.

Discorsi interessanti, ma anche tanto complessi e multi-sfaccettati. Alla fine possono essere validi contemporaneamente anche punti di vista opposti tra di loro.


12:54 am
28 gennaio 2009


Lucrezia

Membro

messaggi33

8

Whipping Boy ha detto:

A me personalmente del giudizio altrui me ne è sempre fregato poco, ma si sa, l'Italia è un paese cattolico, la gente mormora, gli amici chiacchierano, i maschi ci provano, le donne se la tirano, i preti fregano le donne ai mariti (come a Chioggia di recente), per cui bisogna stare molto attenti ai movimenti che si fanno, anche se questi sono innocui. 

SCUSATE NON SO COME FARE FINIRE IL QUOTE.

Questo è fine umorismo, e volevo farti sapere che lo apprezzo. In quanto al fregarsene o meno della gente, il discorso per me è questo: so di persone che se ne sono fregate fino in fondo, che non sono scese a compromessi con nessuno, a costi di rinunciare a un lavoro meglio pagato o all'invito per l'happy hour coi colleghi. Costoro sono eroi e martiri del nostro tempo.

Io purtroppo non sono un'eroina. Ho avuto la fortuna/sfortuna di innamorarmi di un lavoro che chiede dei compromessi, piccoli a detta dei più. Avere un abbigliamento sobrio e moderatamente elegante in una conferenza è il principale, in modo da non sfigurare… e da non bruciarsi la possibilità di essere considerati ancora prima d'aprir bocca. Questa è la società moderna, e in particolare quella italiana, governata dai soliti 5 porci matusalemme? Sì. Fa schifo, è una sfilza di pregiudizi, è profondamente ingiusto? Sì. Ma posso cambiare io la società? No. Posso solo ricevere un calcio in ****, e non sarà servito a nessuno, e non avrà cambiato le cose.

Se c'è una cosa con cui posso vivere decentemente e magari comprare un domani una casetta in mezzo alla natura e poter fare nascere e mantenere un piccolo, è questo lavoro. 

Non me la sento di martirizzare tutto questo per un calcio.

12:26 pm
10 febbraio 2009


lontanolontano

Membro

messaggi14

9

Lucrezia ha detto:

Con questo, nel caso non fosse chiaro, non dico ne che chi si veste “goth” sia un dark con cognizione di causa (cioè cultura), ne che chi si veste “da ufficio” non lo sia.

Mi chiedo solo se avrei conosciuto qualcuno che ama la musica e la letteratura che amo io vestendomi in modo un po' più “riconoscibile”. O se ormai, affinità d'immagine o no, non si saluti più in ogni caso.


io la metterei su una questione di probabilità.
è molto probabile che vestendoti in modo più riconoscibile tu conosca più facilmente persone con i tuoi stessi interessi. è una questione comunicativa di immediatezza e di riconoscimento.
a lato di questo, è altrettanto probabile che non trovi corrispondenza tra look e profondità di cultura.
io non ne farei un problema e mi vestirei come mi va o come posso.
tanto poi le persone le conosci anche – forse meglio? – davanti agli scaffali delle librerie e dei negozi dei dischi, mentre allungano le mani verso lo stesso oggetto che stai per prendere tu.

sarà che alla mia età mi sentirei fuori luogo a girare bardata, sarà che il look degli altri ha molto meno impatto su di me di quanto non lo avesse quand'ero più giovane. (che vecchia, 'sta lontano…)

quanto al “mi sembrate tutti vestiti uguali” di cui parlavi con whipping boy, ho un episodio.
mille anni fa sono stata a un concerto di nick cave, pieno di darkettoni tiratissimi – e molto belli - nel loro look perfetto. io ero lì in jeans e maglioncino verde militare, senza trucco, scarpe da ginnastica.
dopo il concerto, quando cave è uscito a firmare gli autografi sotto al palco, io ero lontana, in disparte a guardare la scena. lui si è fermato, penna in mano, e mi ha fissata. si sono girati pure tutti quelli che aveva davanti, a vedere cosa c'era di tanto strano da interrompersi.
però non ho conosciuto nessuno. Linguaccia

7:04 pm
7 aprile 2009


Siberia

Membro

Vicenza

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10

Onironauta ha detto:

Cambiare fa parte delle cose. Ma l'identità…beh quella se ce l'hai non te la ruba nessuno.


Basta questa frase a esprimere tutto(scusate non riesco a quotare)

 

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