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	<title>Angelic &#187; Recensioni</title>
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	<description>Angelic dark Community</description>
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		<title>sab 20 mar &#8211; Future Sound Party @ Siddharta Club(PO)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 21:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Energyzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Electro - Industrial - Ambient]]></category>

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		<description><![CDATA[FUTURE SOUND PARTY [vol.1]
F.ORMAL L.OGIC D.ECAY
F.ORMAL L.OGIC D.ECAY (ex F.L.D.) costituisce il progetto più sperimentale e difficilmente classificabile dei tre concepiti dal polistrumentista Luigi Maria Mennella (aka En Velours Noir e Furvus).
Con un range di sonorità che spazia dalla musique concrète al dark ambient, dall&#8217;IDM all’elettronica avanguardistica, dall&#8217;industrial alla power-electronics con frequenti realizzazioni di sapore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FUTURE SOUND PARTY [vol.1]</p>
<p>F.ORMAL L.OGIC D.ECAY<br />
F.ORMAL L.OGIC D.ECAY (ex F.L.D.) costituisce il progetto più sperimentale e difficilmente classificabile dei tre concepiti dal polistrumentista Luigi Maria Mennella (aka En Velours Noir e Furvus).<br />
Con un range di sonorità che spazia dalla musique concrète al dark ambient, dall&#8217;IDM all’elettronica avanguardistica, dall&#8217;industrial alla power-electronics con frequenti realizzazioni di sapore cinematico e sonorità apocalittiche, F.ORMAL L.OGIC D.ECAY si ripresenta al pubblico in occasione del suo ventesimo anno di vita, con un set eterogeneo, ma al contempo annichilente, coadiuvato del visionario contributo di direct video editing di Andrea Savelli.</p>
<p>www.mennella.info/fld.htm</p>
<p>CONDANNA<br />
CONDANNA è un originale esperimento attraversato da attività audio/alchemiche e caratterizzato da una ossessiva e introspettiva ricerca del suono, un viaggio alla scoperta del subconscio, dell’ oscurità dell’ anima, di una profonda penetrazione nella ferita del silenzio.<br />
Performance live basate principalmente su improvvisazioni con strumenti che permettono di interagire contemporaneamente con il suo stato d’ animo ed il suo istinto, e collaborazioni con progetti come Vri-Il, Wertham e Novo Homo fanno di CONDANNA uno dei nuovi esponenti delle avanguardie musicali italiane.</p>
<p>www.myspace.com/avanguardiadellanima<br />
www.avanguardiadellanima.tk</p>
<p>DOWNWARD DESIGN RESEARCH<br />
DOWNWARD DESIGN RESEARCH nasce dall’amore viscerale per i suoni sintetici e le atmosfere oscure.<br />
Traendo ispirazione da gruppi come &#8220;Coil&#8221; e &#8220;Gridlock&#8221; il progetto DDR/SEARCH ha successivamente evoluto la sua ricerca verso sonorita’ molto personali.<br />
I campionamenti, i sintetizzatori e le parti ritmiche si compenetrano e si modellano a vicenda approdando ad un fitto tessuto sonoro in cui le minime variazioni determinano i percorsi della percezione conducendoli verso zone emozionali tese e sovraccariche.</p>
<p>www.myspace.com/downwarddesignresearch</p>
<p>Dopo il concerto (ore oo.3o circa)</p>
<p>Sala 1</p>
<p>The hall</p>
<p>RocK.IndiE.80.Nu&amp;No/WavE.CorE. .. and more</p>
<p>andre + PIPPO djs</p>
<p>Sala 2</p>
<p>The hole [by Metamorphosis]</p>
<p>DarK.GotH.ElectrO.EBM</p>
<p>nemor[siddharta/S.R] + orlok[selene riot/radical] + egodrom[F.D.T.D.] djs</p>
<p>Ingresso concerto (fino alle 00.30) euro 7,00<br />
Ingresso dopo il concerto (dopo le 00.30) euro 5,00</p>
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		<title>Clan Of Xymox &#8211; In Love We Trust</title>
		<link>http://www.angelic.it/2009/09/26/clan-of-xymox-in-love-we-trust/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 20:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Whipping Boy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dark]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dici Clan Of Xymox e dici dark. Anzi, la quintessenza del gotico. Fin dai suoi primissimi passi a Nijmegen, una cittadina dell’Olanda, nel 1983, la creatura di Ronny Moorings ha emozionato una generazione di new waver nata con Joy Division, Cure e Siouxsie. L’incontro “fatale” con Lisa Gerrard e Brendan Perry...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-4675" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2009/09/COX-In-love-we-trust-300x300.jpg" alt="COX - In love we trust" width="300" height="300" /></strong></p>
<p><em> </em><strong>CLAN OF XYMOX</strong></p>
<p><strong>&#8220;In Love We Trust&#8221;</strong></p>
<p><strong>(Trisol/Audioglobe)</strong></p>
<p><em>Dici Clan Of Xymox e dici dark. Anzi, la quintessenza del gotico. Fin dai suoi primissimi passi a Nijmegen, una cittadina dell’Olanda, nel 1983, la creatura di Ronny Moorings ha emozionato una generazione di new waver nata con Joy Division, Cure e Siouxsie. L’incontro “fatale” con Lisa Gerrard e Brendan Perry dei Dead Can Dance, l’invito ad aprire i loro concerti, il contratto stipulato con Ivo-Watts Russell. La 4AD. La label di Dead Can Dance, per l’appunto, ma anche di Cocteau Twins, This Mortal Coil, Wolfgang Press. Il lato più raffinato del dark. E, per molti (compreso il sottoscritto) la migliore espressione in assoluto del gotico, dopo la burrasca post punk dei progenitori. Pensi ai Clan Of Xymox e pensi immeditamente al triennio 1983-1986: il leggendario minialbum “Subsequent Pleasures”, realizzato con un quattro tracce nel 1983, il demo del 1984, poi l’eponimo albo di debutto del 1985 a coronazione di un periodo fertile, registrato a Edimburgo, in Scozia, assieme a Ivo. “A Day”, “Stranger”, “No Words”, “Equal Ways”: assiomi fondamentali di una nuova musica. Il gothic rock che si intreccia all’elettronica e all’ambient. Il Clan è un trio di esseri genialoidi che, partendo dal connubio tra Moorings e la fascinosa Anke  Wolbert, si completa con Pieter Nooten alle tastiere e seconda voce. L’anno dopo il capolavoro massimo: “Medusa”. Uno dei dischi migliori di tutti i tempi, non solo degli Anni ’80. Un’opera complessa, policroma, dalle atmosfere oscure, psichedeliche, cangianti. Un disco magico, tecnicamente difficile da eseguire, prezioso, ricolmo di infiniti dettagli. “Louise” e “Michelle”, perle inestimabili di fascinazione electro-gotica che hanno sfidato le tavole del tempo, godendo della statura del classico. Poi la, dipartita dalla 4AD. Nel 1989, “Twist Of Shadows”, con Moorings su lidi più synth pop. Nei primi Anni ’90, il flirt con la techno e la trance raffigurato nei controversi “Metamorphosis” e “Headclouds”. I dischi successivi, da “Hidden Faces” (1997) a “Breaking Point” (2006) non avevano convinto i nostalgici e i fan della prima ora, lasciando l’amaro in bocca. Qualche ottima canzone, si ricordi “Jasmine And Rose” in “Creatures” (1999), in un mare magnum di ripetitività e manierismi. Molti li davano per “bolliti”, “finiti” già da parecchi anni. Ma, si sa, la storia della musica è piena di sorprese…</em></p>
<p>A fine Agosto 2009, preceduto dal singolo “Emily”, esce il nuovo lavoro “In Love We Trust”. Accasitisi presso la teutonica Trisol, Moorings e soci cambiano registro, per un formidabile ritorno al passato. Incredibile a dirsi, ma accade il miracolo. Il nuovo disco ci restituisce una band rinvigorita, convinta delle proprie grandissime potenzialità, finalmente di nuovo ispirata. Dopo innumerevoli cambi di line-up, il clan è un quartetto che, partendo dal polistrumentista Moorings, si completa con la storica bassista Mojca Zugna (grafica responsabile dell’artwork, nonché compagna dello stesso Ronny da tanti anni), Mario Usai alle chitarre (membro dei COX dal 2004, ex bassista dei Sophya, di origini napoletane) ai quali di recente si aggiunge la new entry Yvonne De Ray alle tastiere. In realtà, da quando se ne andarono quei talenti di Nooten e della Wolbert, Ronny si occupa sia di scrivere le musiche che le liriche, e, non contento, ai autoproduce pure il tutto. Ma, oltre a possedere un grande talento a livello di songwriting, Moorings si conferma cantante molto dotato, che, a dispetto degli anni passati, possiede ancora una grande voce, dal timbro camaleontico, capace di alternare il tipico tono “semibaritonale” alla Andrew Eldritch, con un falsetto che, così ispirato, non lo si ricordava dai tempi della diade “Clan Of Xymox”/”Medusa”.</p>
<p>L’iniziale “Emily” ripropone il Moorings dei tardi Anni ’90, con un brano electro-gotico in mid-tempo, in cui il suo timbro va a ridisegnare traiettorie alla Sisters Of Mercy solcate entro sentieri sintetici. La seguente “Hail Mary” si inserisce nel medesimo stile, con un giro di synth minimale in primo piano, mentre nello sfondo si dipanano atmosfere trance-psichedeliche. Come un motore diesel, la nuova realtà COX ingrana col passare del minutaggio, e “Desdemona” propone atmosfere tanto torbide quanto fantastiche, con suoni riverberati e la voce di Moorings decisamente effettata. Inizia un viaggio nei migliori <em>eighties</em> dell’era Xymox, in cui un’altra tappa fondamentale è rappresentata da “Judas”, altro brano suggestivo con il tipico tocco fiabesco della band. La title track unisce di nuovo atmosfere synth pop e un chitarrismo <em>husseyano</em>, godibile certo ma che odora di già sentito. “Sea Of Doubt” è una ballata atmosferica che sfiora l’ambient più stellare, mentre “Morning Glow” continua in quel momento intimista, salvo poi risolversi in un dialogo tra un synth e una chitarra. Il brano migliore COX lo riservano per la traccia numero 8: “Home Sweet Home”, introdotta da un tappeto di synth onirici, propone una struttura ritmica ancora in quattro/quarti, ballabile, deliziosa, propulsa da poliritmi sintetici, interrotta da due stop’n’go in grado di creare il primo un “quasi climax”, interrotto da una chitarra in minore, e il secondo un climax vero e proprio, in cui i synth di Ronny e le linee di basso algide di Mojca disegnano alchimie di cui già godemmo ai tempi della leggendaria “No Words”. Al di là delle iperboli, “Home Sweet Home” è il brano che i fan della prima ora attendevano da ventitré anni, ovvero un tuffo nella magia della “4AD era” dei primi due dischi. Magia iperuranica cui sottoporre ascolti continui e ininterrotti in orari preferibilmente notturni. Il disco si chiude con “Love Got Lost” e “On A Mission”, l’ultima orientata verso territori prossimi a certa E.B.M. tedesca, sintesi dei Xymox anni ’90, ma impreziosita da idee che, per quanto divenute “marchio di fabbrica”, si fanno decisamente apprezzare.</p>
<p>In ultima analisi, “In Love We Trust” ripropone una band ritrovata e finalmente all’altezza del passato.</p>
<p>La scena dark contemporanea non può prescindere da codesti maestri, tanto più che, morti e sepolti i vari Bauhaus, Sisters Of Mercy, Cure, Sound, Siouxsie &amp; The Banshees, sulla ribalta rimangono solo loro.</p>
<p>Inossidabili, magici, seducenti, in grado di donare ancora infinite emozioni.</p>
<p><strong>VOTO: 7/10</strong></p>
<p><strong>Official Myspace</strong>: <a href="http://www.myspace.com/clanofxymox">www.myspace.com/clanofxymox</a></p>
<p><strong>Official Label</strong>: <a href="http://www.trisol.de">www.trisol.de</a></p>
<p><strong>&#8220;Home Sweet Home&#8221;</strong> su Youtube:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ow2U0LZu7M8">http://www.youtube.com/watch?v=Ow2U0LZu7M8</a></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-4676" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2009/09/COX-1-300x199.jpg" alt="COX 1" width="300" height="199" /></p>
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		<title>Adrian Borland 1999 &#8211; 2009 (An Idol For Living)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 22:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Whipping Boy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dark]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[adrian borland]]></category>

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		<description><![CDATA[ADRIAN BORLAND 1999 – 2009
The Sound, forever in our hearts
Esattamente dieci anni fa, era il 26 aprile del 1999, Adrian Borland, cantante, chitarrista e principale compositore dei Sound, moriva suicida, gettandosi sotto un treno vicino alla stazione di Wimbledon, quartiere di Londra. Era un lunedì mattina, e Adrian aveva passato il weekend in studio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>ADRIAN BORLAND 1999 – 2009</h2>
<p><em>The Sound, forever in our hearts</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3715" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2009/04/adrian-angelic-12.jpg" alt="adrian-angelic-12" width="243" height="320" /><em>Esattamente dieci anni fa, era il 26 aprile del 1999, Adrian Borland, cantante, chitarrista e principale compositore dei Sound, moriva suicida, gettandosi sotto un treno vicino alla stazione di Wimbledon, quartiere di Londra. Era un lunedì mattina, e Adrian aveva passato il weekend in studio di registrazione a cercare di terminare il suo ultimo disco solista, “Harmony And Destruction”, che sarebbe uscito postumo. Gli amici lo avevano visto abbastanza nervoso, e gli avevano consigliato di passare il fine-settimana a casa, a cercar di riposare. Domenica 25 Aprile andò a trovare una ex-fidanzata. Lunedì mattina si recò in un pub vicino a Kennington, e venne trovato in stato di confusione mentale dalla polizia, che lo portò a casa, dai genitori. Ma lui, che in passato aveva già tentato il suicidio, rifiutò il ricovero in ospedale, affermando che voleva tornare in studio per ultimare l’album, praticamente finito, giacché mancava solamente qualche lavoro di cesello, per un perfezionista maniacale come lui.</em></p>
<p><em>La musica era la sua unica ragione di vita. Ma la decisione era già stata presa: Adrian si recò alla stazione di Wimbledon e aspettò il primo treno utile per porre fine alla sua vita. Aveva 41 anni, essendo nato il 6 dicembre 1957 a Londra. Come ha  ricordato il padre Robert E. Borland (che produsse i dischi del suo primo gruppo, The Outsiders, una band punk) e la madre, era dal 1987 che ad Adrian era stata diagnosticato una forte forma di depressione, acuita da una schizofrenia che gli procurava quello stato sintomatico di disturbi che gli facevano “sentire le voci”, che in realtà erano presenti solo nella sua mente malata</em></p>
<p><em>Adrian era sempre stato una persona paranoica, fissata con le coincidenze, e infatti The Sound si sciolsero nel 1987, dopo che l’ultimo loro concerto fu tenuto in un club spagnolo chiamato “The End”, una performance drammatica in cui Borland fu portato via in ambulanza a causa dell’ennesimo esaurimento nervoso, che gli procurò un collasso. Lui considerò la cosa come un segno del destino (i Doors, che avevano scritto “The End”, olte ai Velvet, gli Stooges e Bowie, erano i suoi idoli fin da adolescente), e sciolse la band dopo quell’evento nefasto. Questa è la cronaca nuda dei fatti, il resto è leggenda.</em></p>
<p>The Sound sono stati una delle più grandi band della New Wave. Un’entità quadrangolare che in sette anni di esistenza ha prodotto altrettanti dischi, che negli anni ’80 raggiunsero solamente una piccola cerchia di appassionati dark e waver. Non ebbero mai il successo che avrebbero meritato, per tanti motivi. Innanzitutto, come ha di recente ricordato Garce dei Sad Lovers And Giants nell’intervista su Erba della Strega, Borland non aveva il physique du role della rockstar. Sempre sovrappeso, bruttino, l’antitesi dell’icona pop. Gli anni ’80 furono un’epoca di edonismo sfrenato, e anche i miti della new wave, i frontman delle band che avrebbero cambiato per sempre gli esiti della storia del rock, erano affetti da una vanità sfrenata. Tante band che ho adorato e che mi hanno scosso l’esistenza come Psychedelic Furs, Echo &amp; The Bunnymen, Cocteau Twins, Clan Of Xymox, Breathless, avevano il look “giusto”, le cotonature sui capelli, i visi carini, i vestiti alla moda. Moda dark, per l’appunto. I Sound invece dark lo erano dentro, e snobbarono sempre il look e le tendenze vanesie, alla pari solamente di altre due band, Joy Division e Chameleons, entità spirituali che, come loro, non dettero mai grande peso al look o ai vestiti.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-3716" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2009/04/adrian-angelic-21.jpg" alt="adrian-angelic-21" width="252" height="364" />‘Jeopardy’ uscì nel 1980 e suona ancora attuale, nel suo incedere psichedelico e oscuro, nel suo tetro andirivieni di esplosioni post punk (“I Can’t Escape Myself”, “Heartland”) e divagazioni ambientali (“Unwritten Law”, “Hour Of Need”). Un manifesto dell’estetica di Borland, aiutato dalla tastierista Benita Marshall, dal bassista Graham “Green” Bailey, dal batterista Mike Dudley. L’anno dopo, “From The Lions Mouth” rappresentò a detta di molti il miglior disco dei Sound. Fuoriesce la Marshall ed entra nei ranghi Colvin “Max” Mayers, tastierista ben più dotato, che d’ora in poi sarà un ulteriore valore aggiunto all’inestimabile talento della band. Brani come “Winning”, “Skeletons” (epocale), “Contact The Fact”, “The Fire” sono stampe gotiche appese alle mura di un castello situato alla periferia di una metropoli occidentale. “Silent Air” è la lenta ballata dedicata a Ian Curtis, morto l’anno prima. Straziante, struggente, indimenticabile, come Ian. E la conclusiva “New Dark Age” un altro manifesto, l’introduzione al Medioevo che stiamo vivendo. Altro che techno-pop e yuppismo! Sofferenza interiore, disperazione esistenziale, mal di vivere. Il senso più profondo della new wave, tramutato in diversa essenzialità musicale dal codice primigenio marchiato a fuoco dal postulato Joy Division. Ma qui iniziano i problemi, perché la Korova, la casa discografica che aveva sotto contratto la band, li licenzia a causa delle scarse vendite. I tizi della label, pubblicizzandoli, avevano pure creato una menzogna ad arte, spacciandoli come provenienti da Liverpool, pensando che, accomunandoli alla cosiddetta scena neo-psichelica di Echo &amp; The Bunnymen e Teardrop Explodes colà germogliata, alla band potesse arridere maggiore successo. Invece The Sound erano di Londra. Lasciati per strada, approdano alla WEA, e, se possibile, le cose vanno pure peggio. Se l’attività live prosegue a gonfie vele, raccogliendo un pubblico non numerosissimo ma appassionato, le label continuano a imporre le proprie assurde e ciniche strategie promozionali, limitando oltremodo la libertà artistica dei Sound. Il “difficile” terzo album esce nel 1982, e la band è tra due fuochi. Loro vorrebbero sperimentare con l’elettronica, ma la label vorrebbe trovare i nuovi Genesis. “All Fall Down” è il disco a cui sono più legato, ho letteralmente consumato la cassetta riversata da vinile. Anni fa, fuori del Jam, un amico deathrocker mi disse che per lui questo era il miglior disco dei Sound. Ero quasi d’accordo con lui. Il rock’n’roll sguaiato di “Party Of The Mind”, le ballate soft-electro “Monument” e “Calling The New Tune”, la nevrosi di “Red Paint” (ovvero il musicista Borland terrorizzato dal salire sul palco, il suo rifiuto di diventare un qualsivoglia mito generazionale) sono momenti indelebili di pura poesia estatica. Visioni interiori delle rovine della propria anima. E poi “We Could Go Far”, con un basso catatonico, un synth da brivido e il bivio vicino all’orizzonte tra morte e vita (“we could fall, we could go far”). Licenziati pure dalla WEA, aumenta la frustrazione. The Sound si accasano presso la piccola Statik ed ecco, nel 1984, l’E.P. di sei brani “Shock Of Daylight”, un monumento alla notte fin dal titolo. Impossibile scegliere il brano migliore tra “Longest Days” e “Counting The Days”: più melodia, un timido raggio di sole, Adrian cantava “sto contando i giorni che mancano al nostro amore”. L’anno dopo, 1985, ecco “Heads And Hearts”, un altro capolavoro. “Total Recall”, forse basta il titolo per risvegliare le coscienze wave rimaste: la migliore canzone d’amore di sempre? Subito dopo “Under You”, la paranoia pura, la dominazione psicologica, l’essere prigioniero di una persona. Il tema del contrasto, ma anche l’impossibilità delle relazioni interpersonali. Il “no future” dei punk non più proiettato nella società, ma interiorizzato, la distruzione dell’anima, la solitudine finale prima del congedo. Il rifugio nella dimensione onirica come unica via di fuga possibile (“Wildest Dreams”), la speranza di una vita migliore (“One Thousand Reasons”). L’irrazionalità dei sentimenti umani (“everything you really feel will remain a mystery”). Il live del 1985, “In The Hothouse”, registrato al Marquee di Londra in due serate di fine agosto di quell’anno, è qualcosa di fenomenale. The Sound dal vivo erano una autentica macchina da guerra, tipico e raro esempio di band che dal vivo esprimeva un potenziale infinitamente superiore rispetto al lavoro su disco. La scaletta è micidiale, il poker iniziale (“Winning” – “Under You” – “Total Recall” – “Skeletons”) è energia primordiale che annichilisce qualsiasi band punk o metal. La voce di Borland è perfetta, il timbro grave, quasi soul, qualcosa di metafisico, le linee di basso di Bailey sono tanto spasmodiche tanto quelle di Peter Hook, e restano sempre quei synth di Max Mayers, indimenticabili. Tastiere che scendono come lacrime. “Heartland”, “Counting The Days”, “Red Paint”, “Silent Air”, una tracklist emozionante. Fallita la Statik, The Sound approdano alla label belga Play It Again Sam, e nel 1987 arriva l’epitaffio “Thunder Up”. Un disco stupendo, diverso dai precedenti, sofferto come sempre. Col tempo sono quasi giunto a considerarlo il miglior disco dei Sound. Perché “Barria Alta” ha un drumming marziale ed una progressione lancinante che fa impallidire qualsiasi band neo-folk. Perché “Web Of Wicked Ways” è la voce della coscienza sana che parla al fanciulletto Borland e lo incita a reagire, ma senza esito. La lirica fa paura, nel senso che fa raggelare il sangue nelle vene. Perché “Acceleration Group” è voglia di riscatto, la voglia di risalire degli emarginati, dei reietti, dei nerd, per riappropiarsi della parte luminosa della città. Ma è una mera illusione. Durante la parte spagnola del tour, Adrian accusa quel grave malore citato all’inizio, e i compagni della band riferiscono che la sua situazione si aggrava. Di comune accordo, decidono di sciogliere il sodalizio. Negli anni ’90 Adrian continua una carriera solista di nicchia, producendo poi di volta in volta bands come Felt, Dole, Cassel Webb, Prudes, Into Paradise. Tra il 1992 ed il 1993 la band si riunisce per alcuni concerti londinesi tenuti assieme agli amici Sad Lovers And Giants. Il 26 dicembre del 1993 Colvin “Max” Mayers muore rapito dall’AIDS. Adrian Borland muore, come ricordavo nell’introduzione, il 26 aprile del 1999. Gli altri due membri si sono ritirati dalla scena musicale. Graham &#8220;Green&#8221; Bailey, da tanti anni, lavora in America per una tv via cavo. Mike Dudley scrive per una rivista in Inghilterra.</p>
<p>Unici due superstiti di una band decimata per metà, destinata a cambiare per sempre la vita di molte persone.</p>
<p>“Se di notte senti la mancanza di vecchi amici, allora vuol dire che non sei solo”</p>
<p>(Adrian Borland).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3717" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2009/04/adrian-angelic-31.jpg" alt="adrian-angelic-31" width="500" height="333" /></p>
<h2>DISCOGRAFIA ESSENZIALE THE SOUND</h2>
<p>‘Jeopardy’ (1980, Korova)<br />
‘From The Lion’s Mouth’ (1981, Korova)<br />
‘All Fall Down’ (1982, WEA)<br />
‘Shock Of Daylight’ (1984, Statik)<br />
‘Heads And Hearts’ (1985, Statik)<br />
‘In The Hothouse’ – Live (1985, Statik)<br />
‘Thunder Up’ (1987, Play It Again Sam)<br />
‘Propaganda’ (2001, incisioni risalenti al 1979)</p>
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		<title>Ordo Rosarius Equilibrio. &#8211; ONANI (practice makes perfect) 2009</title>
		<link>http://www.angelic.it/2009/02/11/ore-onani-practise-makes-perfect-2009/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 17:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Regina Marziale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ordo Rosarius Equilibrio]]></category>

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		<description><![CDATA[  
I will open up your eyes, I will show you what’s inside…I will leave you on the floor, let you plead and beg for more…
Per introdurvi il nuovo lavoro degli O.R.E., ho scelto questa frase,che esprime il tema a cui il gruppo ci ha oramai abituati… la scoperta dei nostri desideri più inconsci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--> <!--[if gte mso 10]&gt;--> <!--[endif]--><span style="color: #993366;" lang="EN-GB"><img class="alignnone size-full wp-image-3125" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2009/02/onani.jpg" alt="onani" width="160" height="160" /></span></p>
<p><span style="color: #993366;" lang="EN-GB">I will open up your eyes, I will show you what’s inside…I will leave you on the floor, let you plead and beg for more…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">Per introdurvi il nuovo lavoro degli O.R.E., ho scelto questa frase,che esprime il tema a cui il gruppo ci ha oramai abituati… la scoperta dei nostri desideri più inconsci e talvolta inconfessabili. Ma se la tematica non è nuova, decisamente nuovo è l’approccio seguito: un lavoro che ha impegnato gli ORE per due anni, con un risultato davvero sorprendente. Lo confesso, non è mai stato uno dei miei gruppi preferiti, mi accingevo ad ascoltare l’album con riserva mentale…invece già dalle prime note sono rimasta piacevolmente colpita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">La voce di Tomas è sempre carezzevole e sinuosa, come negli album precedenti, ma sia i testi che le melodie sono decisamente curati, arricchiti da inserimenti azzardati come un coro gregoriano in “let me show you all the secret of the Torture Garden”, accanto a sospiri femminili inequivocabili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">Potente la terza traccia, “Can you hear the devils laughing”, che inizia con suono di campane a morto e canto di corvi…decisamente decadente ma marziale allo stesso tempo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;" lang="EN-GB">Le campane appaiono anche in<span> </span>“What you saw is what you reap”, mentre una tromba decisamente neofolk spunta in “ CUM, and let me lead you far astray”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">E per finire una partecipazione d’eccezione: in “Amore rosso, amore marrone e amore nero”, nientemeno che Marco Deplano (Foresta di Ferro, Wertham), con una declamazione energica e sofferta, accompagnata da rulli di tamburo. Il preludio di un nuovo album FDF?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">In conclusione, come sottotitolato dagli ORE stessi…practice makes perfect&#8230;e questa volta è proprio vero. Un album dissacrante e prezioso.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bauhaus-Go Away White (CD album 2008-Cooking Vinyl/Pinnacle)</title>
		<link>http://www.angelic.it/2009/02/01/bauhaus-go-away-white-cd-album-2008-cooking-vinylpinnacle/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 06:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alexdd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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Attesisissimi dopo la reunion del 2005 i Bauhaus tornano in studio e sfornano la loro 5 creatura, anno di pubblicazione 2008, dal primo lavoro (In the Flat Field-1980) sono passati 28 anni, la maggior parte dei commentatori/detrattori non ha nemmeno questa età ed i &#8220;vecchi&#8221; aspettavano forse di risentirli com&#8217;erano a dispetto dei tempi mutati,delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img177.imageshack.us/img177/1584/bau001hausooo1wu2.jpg" alt="" /></p>
<p>Attesisissimi dopo la reunion del 2005 i Bauhaus tornano in studio e sfornano la loro 5 creatura, anno di pubblicazione 2008, dal primo lavoro (In the Flat Field-1980) sono passati 28 anni, la maggior parte dei commentatori/detrattori non ha nemmeno questa età ed i &#8220;vecchi&#8221; aspettavano forse di risentirli com&#8217;erano a dispetto dei tempi mutati,delle carriere soliste, fattori che inevitabilmente facevano presumere di aspettarsi qualcosa &#8220;d&#8217;altro&#8221;.</p>
<p><img src="http://img222.imageshack.us/img222/2346/67433793ov2.png" alt="" /></p>
<p>Inutile mettersi a fare paragoni col passato anche se come x i connati di vomito è difficile riuscire a degluttire e far finta di nulla ma, se davvero si vuole avere un idea di quello che i Bauhaus hanno partorito è necessario pulire mente ed organi uditivi dai fantasmi e porsi ad ascoltare (NON SENTIRE) senza preconcetti.</p>
<p>Con questo intento ho ascoltato il CD, ed ho tratto le conclusioni di seguito: Appare evidente che la Band non ha voluto riproporre dopo 30 anni circa la macchietta di se stassa optando per un onesto Album di Hard/Glam Rock Gothico con evidentissimi riferimenti alla scena 70&#8217;s, cosa per loro non nuova ma, mai così palese. Certamente il suono &#8220;Bahuaus&#8221; come tutti lo conosciamo è penalizzato da questa scelta ma, il disco suona potente fresco e senza nessuna indulgenza verso il loro passato, si sono proposti come Rock Band di 50 enni con 10 onestissime tracce, alcune delle quali davvero efficaci.</p>
<p>Siamo in tempi dove 20enni rockers modaioli scalano le classifiche scimmiottando Iggy Pop et simili (Vedi i Jet di &#8220;<span style="x-small;">Are You Gonne Be My Girl&#8221;) ma, non siamo poi in grado di apprezzare un ritorno Rock di una delle icone Goth fondamentali, dimenticando che il loro background stà propio in bilico tra Bowie/Bolan ed il Rock Hard dei 70&#8217;s&#8230;io avrei gradito sentire con + forza il marchio di fabrica Bauhaus ma, ho capito l&#8217;intento della Band e lo condivido, tra l&#8217;altro il disco bisogna ascoltarlo ripetutamente per coglierne il livello, concludo affermando che pur continundo a preferire i Bauhaus sulfurei di &#8220;<strong>Bela Lugosi&#8217;s Dead</strong>&#8221; apprezzo questo nuovo Album e ne condivido gli intenti.</span></p>
<p><span style="x-small;">TRACK by TRACK (brevi commenti-traccia x traccia)</span></p>
<p><span style="x-small;">1) Too Much 21St Century &#8211; Hard/blues/rock sguaitao e potente</span></p>
<p><span style="x-small;">2) Adrenalina &#8211; Guitar Noise lancinante e voce cm solo P.Murphy può permettersi</span></p>
<p><span style="x-small;">3) Undone &#8211; Drumming Post Punk-chitarra Dirty/Hard e voce recitante (forse una delle tracce + &#8220;Bauhaus&#8221; dell&#8217;intero Album)</span></p>
<p><span style="x-small;">4) International Bullet Prof Talent &#8211; Fa pensare ai Kinks di &#8220;You Really Got Me&#8221; o ad una sorta di Led Zeppelin in versione &#8220;minimal&#8221;, la voce rende tutto più tenebroso ma, si resta da quelle parti.</span></p>
<p><span style="x-small;">5) Endless Summer Of The Damned &#8211; Goth Rock di grandissimo livello, si fa l&#8217;occhiolino ad alcune cose dei Cramps di Smell of Female anche se i Backingvocals in falsetto poi fanno pensare ai grandiosi Sweet.</span></p>
<p><span style="x-small;">6) Saved &#8211; Sorta di &#8220;ambient Guitar goth&#8221; formula sperimentata già ai tempi delle 3 ombre, solo i Bauhaus potevano fare qualcosa di simile ed essere credibili, da ascoltare ripetutamente.</span></p>
<p><span style="x-small;">7) Mirror Remains &#8211; Oscura ballata rock con un cantato inimitabile, da i brividi e il finale allo zolfo con l&#8217;inserimeto di un ipotetico pianoforte malato, fa venire (ora sì!!!) un pò di nostalgia.</span></p>
<p><span style="x-small;"> <img src='http://www.angelic.it/home/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Black Stone Heart &#8211; Pur essendo in assoluta linea con la matrice dell&#8217;intero album probabilmente la traccia migliore e + &#8220;Bauhaus&#8221; old school&#8221; dell&#8217;intero Album.</span></p>
<p><span style="x-small;">9) The Dog&#8217;s A Vapour -Song straziante scritta in crescendo dalla voce recitante e poi sofferta, davvero un suono tenebroso senza tempo.</span></p>
<p><span style="x-small;">10) Zickir &#8211; Lontanissime percussioni etno/ambient e paesaggio sonoro da brivido sorreggono in maniera assolutamente appropiata la voce di P.Murphy mentre recita: &#8230;secret hearts&#8230;scenario oltre modo apocalittico, degna chiusura di un album archiviato dai + con troppa fretta.</span></p>
<p><span style="x-small;">NB Come d&#8217;abitudine vi rammento che non sono critico musicale ma, modesto appassionato del genere, vogliate anche scusare il mio scrivere sgrammaticato conto sull&#8217;indulgenza di chi legge e spero comunque di essere stato comprensibile&#8230;</span></p>
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		<title>AA.VV. &#8211; Only Theatre of Pain &#8211; Tribute</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 11:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriba del fato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[christian death]]></category>
		<category><![CDATA[Theatre of Pain]]></category>
		<category><![CDATA[tributo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alone Prod, insomma un&#8217;etichetta che vuol dire Jacquy Bitch.
Capiamoci, Neva. Uno che non ha mai avuto problemi ad ammettere che Rozz era il suo idolo, che voleva fortemente questo tributo, che ha scommesso su nomi noti e non proponendo una vera sfida al pubblico perché il confronto è con un mostro sacro della musica, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/copertina.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2228 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Various - Only Theatre Of Pain Tribute" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/copertina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Alone Prod, insomma un&#8217;etichetta che vuol dire <strong>Jacquy Bitch</strong>.<br />
Capiamoci, <strong>Neva</strong>. Uno che non ha mai avuto problemi ad ammettere che <strong>Rozz </strong>era il suo idolo, che voleva fortemente questo tributo, che ha scommesso su nomi noti e non proponendo una vera sfida al pubblico perché il confronto è con un mostro sacro della musica, il disco storico che diede voce al DeathRock Americano.</p>
<p>A questo punto il dubbio quando si prende in mano questo prodotto sorge dalla solita domanda: saranno tutte copie, cloni, delle canzoni originali prive di ogni spunto artistico o dei veri e propri stravolgimenti che non lasciano nulla di quanto doveva essere lo spunto iniziale.<br />
Perché fare un tributo? Prima di tutto va chiarito che Only Theatre of Pain (OTOP) è il disco. E&#8217; i Christian Death targati Rozz/Agnew che <strong>nulla hanno a che vedere</strong> con le realizzazioni successive in cui ci mise lo zampino Valor.<br />
Un disco che si ascolta lato su lato, e quando è finito si ricomincia ad apprezzare. E il buon Jacquy assolda una vera squadra d&#8217;eccezione per i nomi da cartello: Rosa Crux, Violet Stigmata, Exces Nocturne, Skeletal Family, lo stesso Bitch&#8230; altri nomi che vorticano sempre attorno al panorama francese.<br />
Le tracce ci sono tutte, persino brani presi da Deatwish come appaiono sulla riedizione del LP nella nuova versione digitale: 13 tracce da ripercorrere con innovazioni e riletture con il rischio di scadere nel virtuosismo o di non saper rievocare l&#8217;atmosfera di quelle liriche e di quelle composizioni.</p>
<p>A livello mediatico il sito ha predisposto la giusta attenzione con continui aggiornamenti tramite myspace e link a tutti i gruppi presenti nel tributo in modo da farli conoscere agli ascoltatori. Si va da gruppi old-punk come gli AinSophaur o l&#8217;horrorpunk dei Terrill, a nuove proposte come i No Tears o i Comedie Macabre.</p>
<p><a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/r-various-only-theatre-of-pain-tribute.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-2225 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="r-various-only-theatre-of-pain-tribute" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/r-various-only-theatre-of-pain-tribute-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Personalmente il prodotto si presenta confezionato in modo eccellente per la presentazione e la qualità del sonoro, le tracce le conosciamo bene nella versione originale, dei tributi si può riassumere che la fatica ha reso un prodotto discreto con alcune punte che si distinguono e qualche lacuna: dalla versione alla &#8220;Jacquy&#8221; di Cavity, una menzione alla stupenda Stairs dei Rosa Crux, la vera punta di diamante del disco, una certezza gli Stigmata e una sorpresa la rilettura fatta dai Terrill di Desperate Hell.</p>
<p>Però è mancato il vero brano evocativo, tutte riletture con accenni più o meno vincolati al brano originale, qualche gioco a richiamare le riletture fatte dallo stesso Rozz del periodo Iron Mask.<br />
Non convince la Spiritual Cramp dei De Volanges ma ovviamente ogni commento è una personale esposizione delle impressioni di chi vi descrive l&#8217;opera e se l&#8217;è sentita e risentita prima di buttarne giù due righe.<br />
E da queste due righe mi sento di proporlo, proporlo per la fatica e l&#8217;ideale che ne trasuda, forse meno per la qualità artistica, però un prodotto che sembra il genuino sogno che nasce dagli strumenti suonati in un garage&#8230;</p>
<h3>Tracklist</h3>
<p>01 cavity (first communion) – jacquy bitch<br />
02 figurative theatre – ainsophaur<br />
03 Burnt offerings – No Tears<br />
04 Mysterium iniquitatis – deadchovsky<br />
05 dream for mother – exces nocturne<br />
06 Stairs (AnteA) &#8211; Rosa Crux<br />
07 spiritual cramp – de volanges<br />
08 romeo&#8217;s distress – noctule sorix<br />
09 ressurection (sixth communion) – alien marteens<br />
10 prayer – skeletal family<br />
11 deathwish – violet stigmata<br />
12 dogs – comedie macabre<br />
13 desperate hell – Terrill</p>
<p><a href="http://aloneprod.free.fr/" target="_blank">http://aloneprod.free.fr/</a><br />
www.myspace.com/aloneprod</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LIMBO &#8211; EARLY WORKS (1984 &#8211; 1987)</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriba del fato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dark]]></category>
		<category><![CDATA[limbo]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia girava in rete da un bel po&#8217;.
A sfondo del myspace limbo troneggiava l&#8217;immagine di copertina di una nuova raccolta: early works. E non si parla della solita accozzaglia di canzoni messe in ordine cronologico: ben specifici sono i brani!
Una vera e propria archeologia musicale, ed ecco riappaiono il mini LP, introvabile, o solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia girava in rete da un bel po&#8217;.<br />
A sfondo del myspace limbo troneggiava l&#8217;immagine di copertina di una nuova raccolta: early works. E non si parla della solita accozzaglia di canzoni messe in ordine cronologico: ben specifici sono i brani!<br />
Una vera e propria archeologia musicale, ed ecco riappaiono il mini LP, introvabile, o solo in fiere del disco a costi ben elevati, la demotape che credo posseggano davvero in pochi,apparizioni su compilation e anche brani mai apparsi.<br />
Insomma la proposta è di quelle succulenti, ma pareva non arrivasse mai in distribuzione, poi, finalmente, l&#8217;autunno oltre alle foglie ha fatto cadere nelle suddette mani questo cartonato di pregevole fattura, doppio cd registrato in modo superlativo, con le tracce pulite da ogni imperfezione che vanno sullo stereo lisce come l&#8217;olio.<br />
Al che io penso se un simile lavoro va riletto brano per brano, insomma li conosciamo, in qualche modo più o meno pulito in mp3 già giravano queste tracce, era solo la speranza di ottenerle in formato digitale, non me ne vogliano i puristi avrei preso anche la ristampa in vinile io, però non è cosa da proporre a livello commerciale.<br />
Però, io per primo, alcune tracce non le avevo ascoltate: sommo piacere per le orecchie conoscere &#8220;Follow me&#8221; o il brano &#8220;Sex Exces&#8221; realizzato assieme ai Thelema.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="Limbo early works" src="http://2.bp.blogspot.com/_zrIvrtoYQQM/SL8Uha2fphI/AAAAAAAAAR0/PoJ8oHaGr7w/s320/LimboEarlyWorks.jpg" alt="Copertina del CD" width="320" height="320" /><p class="wp-caption-text">Copertina del CD</p></div>
<p>Entrambi i cd vengono abbelliti non solo dalla custodia cartonata, un digipack che si apre come fosse un vecchia copertina vinile, con la stessa immagine usata per la tape, ma dalle cover dei cd in cui vengono tratteggiate informazioni sul progetto Limbo sia in italiano che in inglese per poter esportare il prodotto anche oltre confini.<br />
Nel secondo cd troviamo un memoriale di un giornalista, Federico Guglielmi, anche questo tradotto, di cui cito un frammento &#8220;asprezza e solennità, grinta e atmosfera [...] in brani [...] ruvidi come carta vetrata e taglienti come rasoi&#8221;.</p>
<p>La proposta Limbo la conosciamo ma dal cassetto dei ricordi emerge la genesi, più secca, più algida eppure già matura nella rilettura elettronica degli accompagnamenti, brani da conoscere e amare perché di grande impatto, forti di quell&#8217;ideale da &#8220;cantina&#8221; che li ha visti nascere dal profondo dei tumulti della propria passione musicale, eco di invasioni sonore europee che hanno trovato pochi ma validi promulgatori anche nel nostro tanto <strong>bistrattato stivale</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>DIGIPACK 2Cd</h3>
<p>CD 1<br />
STUDIO RECORDINGS 1985-87 IN LIMBO(mini LP SPITTLE):<br />
01 &#8211; IN LIMBO<br />
02 &#8211; I HATE YOU<br />
03 &#8211; UNTITLED 1<br />
04 &#8211; POISONED KISSES<br />
05 &#8211; SENSE OF SIN<br />
06 &#8211; UNTITLED 2</p>
<p>SPITTLE COMPILATION 1987:</p>
<p>07 &#8211; SPIRITUAL NIGHT FLY</p>
<p>LOST TRACKS (previously unreleased 1986/1987)</p>
<p>08 &#8211; FOLLOW ME<br />
09 &#8211; NO MERCY<br />
10 &#8211; THE STRANGER<br />
11 &#8211; SEX EXCESS (featuryng THELEMA)<br />
12 &#8211; UNTITLED 3</p>
<p>CD 2 HOME RECORDING 1984 LIMBO(demotape):</p>
<p>01 &#8211; NO MERCY<br />
02 &#8211; HERE COMES THE HELL<br />
03 &#8211; DEATH SONG<br />
04 &#8211; THE STRANGLER<br />
05 &#8211; SENSE OF SIN<br />
06 &#8211; FLESH DOLLS</p>
<p>STILL LIFE (tape compilation &#8211; Komakino 1984/1985)</p>
<p>07 &#8211; POISONED TRACK(demo)</p>
<p>BONUS TRACK ( unreleased 1984 instrumental demo)</p>
<p>08 &#8211; NO MERCY</p>
<p>info@spittlerecords.it<br />
www.spittlercords.it<br />
www.godfellas.it<br />
<a href="http://www.myspace.com/limboit  " target="_blank">http://www.myspace.com/limboit </a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista Beata Beatrix + introduzione ai demo</title>
		<link>http://www.angelic.it/2008/11/04/intervista-beata-ceatrix-introduzione-ai-demo/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 08:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriba del fato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[beata beatrix]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa della presentazione radiofonica slittata di qualche settimana, presentiamo i Beata Beatrix ai lettori di Angelic, chi meglio di loro stessi potrà parlare del gruppo e dei suoi componenti che hanno caratterizzato i volti di questo progetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w :WordDocument> </w><w :View>Normal</w> <w :Zoom>0</w> <w :HyphenationZone>14</w> <w :DoNotOptimizeForBrowser /> </xml>< ![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--> <a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/delirium-and-love1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2016" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="delirium-and-love1" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/delirium-and-love1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>In attesa della presentazione radiofonica slittata di qualche settimana, presentiamo i Beata Beatrix ai lettori di Angelic, chi meglio di loro stessi potrà parlare del gruppo e dei suoi componenti che hanno caratterizzato i volti di questo progetto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">D: Come nasce questa creatura?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText">R: <em>I Beata Beatrix nascono agli inizi del 2000 da un&#8217;idea dell&#8217;attuale bassista, Crowley. Il gruppo inizialmente si propone come cover band di genere (gothic-rock) e dal maggio del 2001, con l&#8217;ingresso nella band della cantante Hatria, comincia a comporre canzoni proprie.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>La band, dopo vari cambi di formazione, è la seguente: Hatria &#8211; Voce, testi e melodie; Crowley &#8211; Basso e programmazione; Ricy &#8211; Chitarre e programmazione.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">D: Il nome è nato da qualche influenza letteraria o artistica?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/delirium-and-love.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2014" title="delirium-and-love" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/delirium-and-love.jpg" alt="" /></a>R: <em>Il gruppo prende il nome da un quadro, il &#8220;Beata Beatrix&#8221;, appunto. Il dipinto è opera di uno dei più importanti esponenti della corrente preraffaellita inglese, Dante Gabriele Rossetti, e rappresenta l&#8217;incontro tra Dante e Beatrice. Ovviamente la figura di Beatrice è il ritratto di Elizabeth Siddal, moglie e musa ispiratrice di Rossetti. </em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>La convinzione di dare al gruppo questo nome è stata rafforzata anche dalla storia romantica e tragica che si cela dietro a questo dipinto&#8230;.Elizabeth, rimasta incinta, partorisce una bimba morta. Il dolore è così grande che ella è vittima di una forte depressione che la porta inevitabilmente al suicidio&#8230;muore nella sua vasca da bagno uccisa dall&#8217;acqua e dall&#8217;ingestione dell&#8217;essenza del fiore del laudano. Dante diventa lui stesso vittima della depressione e della pazzia&#8230;passerà il resto dei suoi giorni a dipingere il volto di colei che ha amato&#8230;</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">D: Durante il vostro cammino la creatura Beata Beatrix si è snodata lungo le sonorità mostrando più facce artistiche, ce n&#8217;è una in particolare che considerate portante,<span> </span>o il suono si complementa in perfetto equilibrio?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">R: <em>Gli inizi sono stati caratterizzati da una totale immersione nelle sonorità gothic sopratutto di stampo anglosassone. Poi, con il passare del tempo, l&#8217;approccio compositivo è diventato più personale e ci siamo avvicinati a sonorità più elettroniche (anche di matrice tedesca). </em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&#8220;Love must die (version 2008)&#8221; e &#8220;In the garden of ecstasy (Club edit)&#8221; rappresentano appieno questa evoluzione.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">D: I testi sono concordati o avete un vostro elemento che si dedica alla stesura della prosa? La musica come nasce: dall&#8217;idea del singolo o è corale fin dagli inizi?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">R: <em>L&#8217;approccio compositivo è molto spontaneo anche se di solito si parte da una melodia vocale&#8230; stabilito ciò e la direzione musicale (electro o<span> </span>acustica), si procede per gradi; prima una base di riferimento poi vengono fatte le successive evoluzioni.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;">D: Com&#8217;è stato tornare ad esibirsi su un palco?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;">R: <em>Per i Beata Beatrix i live rappresentano la parte più importante,nell&#8217;ultimo anno abbiamo lavorato sodo in studio,per poter ultimare il nostro ultimo demo &#8220;Malinconica Autunno&#8221;. Abbiamo ripreso da agosto ad esibirci ,con grande responso da parte dei ragazzi che ci seguono e che amano la nostra musica.</em></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;">D: La scena italiana come si sta evolvendo ultimamente? C&#8217;è spazio per le nuove proposte?</p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;">R: <em>Credo che ci siano molti gruppi validi, ma è altrettanto vero che purtroppo in Italia non si dà abbastanza spazio alle idee nuove, la musica che facciamo noi riprende il suono tedesco, le sonorità sono molto attuali ma crediamo sia difficile davvero avere uno spazio&#8230; bisogna darsi da fare nei live e fare molto lavoro su siti come myspace etc&#8230;</em></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;">D: Volete raccontare un po&#8217; il vostro ultimo lavoro? La sua genesi, la sua creazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;">R: <em>&#8220;Malinconica Autunno&#8221; è un demo molto importante, durante l&#8217;ultimo anno abbiamo lottato molto per far si che venisse alla luce, anzi proprio il ritrovarsi e fare musica ci ha dato un sostegno forte, in poche parole il demo nasce da un periodo forte, triste malinconico…</em></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 5pt 0cm;"><em>Il demo contiene dei brani molto particolari :</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><em>Nel brano: &#8220;Senti&#8221; si parla di temi importanti come la morte, in &#8220;In the garden of ecstasy&#8221; rivisitiamo un brano che faceva parte del primo demo &#8220;Elisheba&#8221;, il senso della canzone è improntato sulla morte di Elizabeth Siddal morta suicida con l&#8217;essenza del fiore di laudano e di cui abbiamo gia parlato in precendenza..</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><em>Nel brano &#8220;My mother is like a stereo&#8221; si tratta il tema della violenza sui minori.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><em>&#8220;Love Must die&#8221;è ripresa sempre dal primo demo e viene riproposta in una veste più fresca&#8230;</em><br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]-->
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;">D: Avete qualche progetto per l&#8217;estero?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;">R: <em>Contiamo sul fatto che il nostro sound è molto più consono alla filosofia tedesca..la nostra voglia di suonare non ci limita..speriamo di fare dei concerti in tutta la Germania..e soprattutto avere la possibilità di suonare al Wave Gothic Treffen..o al Mera l&#8217;una…</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;">D: Qualche proposta distributiva per un album da proporre anche oltre l&#8217;Italia?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;">R: <em>A livello di etichette,stiamo ancora cercando qualcuno che creda in ciò che facciamo, ma stiamo lavorando molto su questa cosa, abbiamo mandato il nostro demo a persone che fanno parte dell&#8217;ambiente goth tedesco, ma piuttosto che avere fretta, si continua a lavorare autoproducendoci.</em></p>
<h2>Ci auguriamo di avere la possibilità di farci conoscere…</h2>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/malinconica-autunno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2015" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="malinconica-autunno" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/11/malinconica-autunno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>INTRODUZIONE AI DEMO</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Inquadrando la proposta musicale mi ritrovo a maneggiare questi due demo: delirium and love e malinconica autunno.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Delirium and Love: quattro tracce quattro, si snodano nella calma di voci liquide e risate in arpeggi delicati che aprono a chitarre effettate che ricordano tanto uno stile anni 90, alla memoria tornano i Dunwich ma non solo, e la voce delicata accompagna l&#8217;ascoltatore anche nelle tracce successive, un quadro d&#8217;accompagnamento sonoro avvolgente, la terza traccia aumenta i giri introducendo effetti elettronici che saranno maggiormente presenti nel successivo lavoro, torna lo stile più classico nel brano successivo che però mantiene i ritmi più accesi.</p>
<p class="MsoNormal">Chiude una ripresa del tema iniziale dove la risata si fa più disperata nel comiato.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">In Malinconica Autunno troviamo la fase ascendente della parabola artistica del gruppo, come già anticipato durante l&#8217;intervista la matrice elettronica si fa spazio nelle trame sonore, presentando una ritmica più inquadrata e una ricerca di sequenze molto orecchiabili, non svaniscono i tratteggi delicati della voce che si fa più istrionica e a volte irriverente, in modo giocoso.</p>
<p class="MsoNormal">Sono tutti brani di un gradevole elettro-goth, dove la voce passa dai gorgheggi classici già presenti nel precedente demo a un cantato che punta su toni più aggressivi. La canzone di punta è la ballata della prima traccia che sarà sicuramente un brano da proporre durante le serate danzanti. Ritmica che rimane accattivante e suadente. Una proposta che attualizza la band e la introduce in uno scenario più vicino a realtà da dancefloor.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="EN-GB">DELIRIUM AND LOVE</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">1 &#8211; Delirium and Love</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">2 &#8211; A Prayer</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">3 &#8211; My&#8230; little Elisabeth&#8230; is Die!</span></p>
<p class="MsoNormal">4 &#8211; Il Tempio delle Rose</p>
<p class="MsoNormal">5 &#8211; Senza Titolo</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><em>MALINCONICA AUTUNNO</em></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">1 &#8211; Love Must Die</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">2 &#8211; In the Garden of Ecstasy</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB">3 &#8211; My Mother is like a Stereo</span></p>
<p class="MsoNormal">4 &#8211; Senti</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Floating Mind &#8211; Aquatik Darkness</title>
		<link>http://www.angelic.it/2008/10/30/floating-mind-aquatik-darkness/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 21:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Electro - Industrial - Ambient]]></category>
		<category><![CDATA[Floating Mind]]></category>

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		<description><![CDATA[this is monoKraK 20. « Aquatik Darkness »  is 4 free minimal dark ambient  tracks.
Un rilascio presentato come minimal dark ambient, composto dalle quattro tracce che potete scaricare al link sottostante. Di questo gruppo avevamo già ricevuto &#8220;Deep Visions&#8221;, un lavoro digitale piuttosto freddo, le cui pieghe sintetiche non ci avevano convinto.
A distanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>this is monoKraK 20. « Aquatik Darkness »  is 4 free minimal dark ambient  tracks.</p></blockquote>
<p>Un rilascio presentato come minimal dark ambient, composto dalle quattro tracce che potete scaricare al link sottostante. Di questo gruppo avevamo già ricevuto &#8220;Deep Visions&#8221;, un lavoro digitale piuttosto freddo, le cui pieghe sintetiche non ci avevano convinto.</p>
<p>A distanza di tre anni Roberto Vitali ci propone qualcosa di più strutturato, che pur senza sfonfinare dal minimalismo, dimostra molta più attenzione per i dettagli. Del resto il musicista sembra essere stato attivissimo ultimamente, come testimonia la nutrita pagina delle uscite <a href="http://www.monokrak.net/releases.html">monokrak</a></p>
<p>Una musica caratterialmente non invadente, a cavallo tra il soundtrack-ambient e un rilassato tipo di minimalismo che avvolge senza stordire o confondere; tutte le quattro tracce scorrono nello stesso spazio musicale, con polysynths dilatati e sporadici echi in sovrapposizione. Interessante e gratuito</p>
<div id="attachment_1867" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/10/aquatikdarknesscover.jpg"><img class="size-medium wp-image-1867" title="aquatikdarknesscover" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/10/aquatikdarknesscover-300x199.jpg" alt="copertina del demo" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">copertina del demo</p></div>
<p>Ecco il link da cui scaricare il nuovo rilascio :<br />
<a href="http://www.monokrak.net/FloatingMind_Aquatik_Darkness.zip">http://www.monokrak.net/FloatingMind_Aquatik_Darkness.zip</a></p>
<p><em>Tracklist:</em></p>
<ol>
<li>Abstrac Marea</li>
<li>Ambient2.0</li>
<li>Mind Globb</li>
<li>Mind Sea</li>
</ol>
<p><a href="http://www.monokrak.net/releases.html">http://www.monokrak.net/releases.html</a></p>
<p>Rilasci precedenti:</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4"><strong>Releases:</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><em>Deep Visions (CD, Album)</em></td>
<td></td>
<td>Urgence Disk Records</td>
<td>2005</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Krak EP (LP)</em></td>
<td></td>
<td>Monokrak Records</td>
<td>2006</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Circular Music (CD, Album)</em></td>
<td></td>
<td>Urgence Disk Records</td>
<td>2007</td>
</tr>
<tr>
<td><em>Twelve Mental States (File, MP3)</em></td>
<td></td>
<td>Aciendo</td>
<td>2007</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Neon &#8211; Memories 1980 &#8211; 1986</title>
		<link>http://www.angelic.it/2008/10/26/neon-memories-1980-1986/</link>
		<comments>http://www.angelic.it/2008/10/26/neon-memories-1980-1986/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 11:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriba del fato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dark]]></category>
		<category><![CDATA[best of]]></category>
		<category><![CDATA[Neon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angelic.it/?p=1747</guid>
		<description><![CDATA[Se Boxes aveva reso onore alla loro produzione in modo fedele e molto curato, la proposta di questa label russa è pensata per un target meno collezionistico e di maggiore propaganda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Intuition Records</h3>
<div id="attachment_1748" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/10/neon-in.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1748" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="neon-in" src="http://www.angelic.it/home/wp-content/uploads/2008/10/neon-in-150x150.jpg" alt="memories 1980 -1986" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">memories 1980 -1986</p></div>
<p>Passata un po&#8217; sotto silenzio nel sito metto i riflettori su questa raccolta.<br />
Snodandosi lungo quelle singole tracce, escludendo i capitoli Crime of Passion<br />
già scartati anche nell&#8217;operazione di recupero della Contempo, vengono proposti i Neon in 13 tracce fulminee che ne ripercorrono la carriera.<br />
Se Boxes aveva reso onore alla loro produzione in modo fedele e molto curato, la proposta di questa label russa è pensata per un target meno collezionistico e di maggiore propaganda. Sull&#8217;onda delle nuove e strepitose apparizioni live della band era più che plausibile poter fornire un supporto digitale per riascoltare tutta la carica tramessa durante le esibizioni.<br />
Una scelta che premia sicuramente i brani che hanno reso famosi i Neon in tutta europa e non solo nell&#8217;underground italiano. Impreziosita dalla presenza di un video che consacra quel singolo eccezionale<br />
presente nel loro LP rituals è assolutamente un documento sonoro da possedere specie per chi non è riuscito negli anni ad accaparrarsi i loro lavori su vinile o ha trovato comunque onerosa la proposta Contempo.<br />
Potrà sembrare scarna la selezione ma l&#8217;impegno da parte della casa discografica c&#8217;è stato tant&#8217;è che si è sfruttato tutto lo spazio che poteva concedere un disco singolo. Forse si poteva uscire con un doppio, ma sarebbero aumentati i costi. Non bisogna sempre lamentarsi, ben vengano simili proposte commerciali. Incensano una delle band storiche del movimento dark-wave italiano e mostrano come all&#8217;estero ci sia ancora attenzione per quello che anche lo stivale è riuscito a produrre all&#8217;interno del grande calderone new-wave.</p>
<p><em>Tracklist</em></p>
<p>01. Isolation<br />
02. Information Of Death<br />
03. Runnin<br />
04. Boxes<br />
05. Last Chance<br />
06. My Blues In You<br />
07. Drivin<br />
08. Dark Age<br />
09. Spiders<br />
10. Red Light<br />
11. The Same Ritual<br />
12. Harry<br />
13. Lobotomy<br />
14. Isolation (Video)</p>
<p><em>Sito:</em><br />
<a href="http://www.neonfactory.it/">http://www.neonfactory.it/</a></p>
<p><em>Myspace</em><br />
<a href="http://www.myspace.com/neonofficial">http://www.myspace.com/neonofficial</a></p>
<p><em>Label</em><br />
<a href="http://www.myspace.com/intuitionrecords">http://www.myspace.com/intuitionrecords</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
</rss>
