Attesisissimi dopo la reunion del 2005 i Bauhaus tornano in studio e sfornano la loro 5 creatura, anno di pubblicazione 2008, dal primo lavoro (In the Flat Field-1980) sono passati 28 anni, la maggior parte dei commentatori/detrattori non ha nemmeno questa età ed i “vecchi” aspettavano forse di risentirli com’erano a dispetto dei tempi mutati,delle carriere soliste, fattori che inevitabilmente facevano presumere di aspettarsi qualcosa “d’altro”.

Inutile mettersi a fare paragoni col passato anche se come x i connati di vomito è difficile riuscire a degluttire e far finta di nulla ma, se davvero si vuole avere un idea di quello che i Bauhaus hanno partorito è necessario pulire mente ed organi uditivi dai fantasmi e porsi ad ascoltare (NON SENTIRE) senza preconcetti.

Con questo intento ho ascoltato il CD, ed ho tratto le conclusioni di seguito: Appare evidente che la Band non ha voluto riproporre dopo 30 anni circa la macchietta di se stassa optando per un onesto Album di Hard/Glam Rock Gothico con evidentissimi riferimenti alla scena 70’s, cosa per loro non nuova ma, mai così palese. Certamente il suono “Bahuaus” come tutti lo conosciamo è penalizzato da questa scelta ma, il disco suona potente fresco e senza nessuna indulgenza verso il loro passato, si sono proposti come Rock Band di 50 enni con 10 onestissime tracce, alcune delle quali davvero efficaci.

Siamo in tempi dove 20enni rockers modaioli scalano le classifiche scimmiottando Iggy Pop et simili (Vedi i Jet di “Are You Gonne Be My Girl”) ma, non siamo poi in grado di apprezzare un ritorno Rock di una delle icone Goth fondamentali, dimenticando che il loro background stà propio in bilico tra Bowie/Bolan ed il Rock Hard dei 70’s…io avrei gradito sentire con + forza il marchio di fabrica Bauhaus ma, ho capito l’intento della Band e lo condivido, tra l’altro il disco bisogna ascoltarlo ripetutamente per coglierne il livello, concludo affermando che pur continundo a preferire i Bauhaus sulfurei di “Bela Lugosi’s Dead” apprezzo questo nuovo Album e ne condivido gli intenti.

TRACK by TRACK (brevi commenti-traccia x traccia)

1) Too Much 21St Century – Hard/blues/rock sguaitao e potente

2) Adrenalina – Guitar Noise lancinante e voce cm solo P.Murphy può permettersi

3) Undone – Drumming Post Punk-chitarra Dirty/Hard e voce recitante (forse una delle tracce + “Bauhaus” dell’intero Album)

4) International Bullet Prof Talent – Fa pensare ai Kinks di “You Really Got Me” o ad una sorta di Led Zeppelin in versione “minimal”, la voce rende tutto più tenebroso ma, si resta da quelle parti.

5) Endless Summer Of The Damned – Goth Rock di grandissimo livello, si fa l’occhiolino ad alcune cose dei Cramps di Smell of Female anche se i Backingvocals in falsetto poi fanno pensare ai grandiosi Sweet.

6) Saved – Sorta di “ambient Guitar goth” formula sperimentata già ai tempi delle 3 ombre, solo i Bauhaus potevano fare qualcosa di simile ed essere credibili, da ascoltare ripetutamente.

7) Mirror Remains – Oscura ballata rock con un cantato inimitabile, da i brividi e il finale allo zolfo con l’inserimeto di un ipotetico pianoforte malato, fa venire (ora sì!!!) un pò di nostalgia.

8) Black Stone Heart – Pur essendo in assoluta linea con la matrice dell’intero album probabilmente la traccia migliore e + “Bauhaus” old school” dell’intero Album.

9) The Dog’s A Vapour -Song straziante scritta in crescendo dalla voce recitante e poi sofferta, davvero un suono tenebroso senza tempo.

10) Zickir – Lontanissime percussioni etno/ambient e paesaggio sonoro da brivido sorreggono in maniera assolutamente appropiata la voce di P.Murphy mentre recita: …secret hearts…scenario oltre modo apocalittico, degna chiusura di un album archiviato dai + con troppa fretta.

NB Come d’abitudine vi rammento che non sono critico musicale ma, modesto appassionato del genere, vogliate anche scusare il mio scrivere sgrammaticato conto sull’indulgenza di chi legge e spero comunque di essere stato comprensibile…

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