3 utenti hanno risposto in "[Crosspost] Vinili vs. Digitale, scannatevi."
Sottoscrivi il feed rss per questo articolo o copia il trackback da qui| Il 21 ottobre 2008 alle 11:49 pm | Shine ha scritto: |
Perdonato. E pure viva il crosspost, devo dire eccellente IMHO come sono esaltato da tanta sapiente nerdezza fighissimo conferenza.
Dunque (personale):
-Alla gente piace il supporto fisico -> vero. E anche a me un po/ toccare annusare la carta del CD appenta sballato e altri romanticismi.
La gente non capisce un cazzo -> Vero. Accidenti niente da aggiungere.
Si stava meglio quando si stava peggio -> Vero dannazione anche qui non manca una virgola. Poi Venezia è bella ma non ci vivrei.
Hardcorer than thou -> Qui son punti di vista e capacita` di apprezzare: a me una libreria ben catalogata con i tag completi (di brutal metal) interessa di più dei vinili impolverati (di Gianni Morandi coprofago) ai mercatini di paese. Poi per carità…L’esperienza conta.
Quanto alla Loudness War…Beh non sono d’accordo; senza nemmeno io dilungarmi e togliere spazio, propongo una differente metafora: Dire che il CD e’ superiore al Vinile per questa ragione (compressione range dinamico possibile e diffuso) e’ come dire meglio McDonald della pasta e fasoi perchè è più saporita.
Con la conclusione sono pienamente d’accordo: Se i vinili torneranno di moda, non e’ perche’ sono piu’ fighi.
| Il 22 ottobre 2008 alle 10:12 am | janesconference ha scritto: |
Ma infatti, Shine, la loudness war e’ il Male Assoluto ed io sarei per impiccare indiscriminatamente tutti coloro coinvolti nella Music Industry, al limite alla fine Dio riconoscera’ i suoi.
Ma criticare un supporto (che come supporto ha caratteristiche misurabili e oggettive) perche’ queste caratteristiche gli permettono – volendo – di “suonare male” e’ come criticare un martello perche’ – volendo – posso usarlo per spaccare teste.
Che poi il discorso loudness war e’ molto piu’ complesso: certi mastering sono fatti ad hoc per l’ascolto in contesti non da audiofili, quali ad esempio la filodiffusione, o l’ascolto in macchina, o l’ascolto personale in condizioni di rumore esterno (Walkman/iPod in treno, ad esempio).
Teoricamente occorrerebbero mastering diversi per ogni contesto distinto, ma ridurre tutto alla demonizzazione del supporto digitale e’ scorretto e da fresconi (e in effetti sono solo i fresconi a farti cadere dall’alto le parole “Eh, ma come suonano i vinili non ce n’e’. Io mi ricordo ai miei tempi..” e via con qualche delirio di quando hanno fatto colazione con Dennis Leigh, nel 1975 a Londra, prima che diventasse famoso).
| Il 29 ottobre 2008 alle 6:07 am | alexdd ha scritto: |
si stava meglio quando si stava peggio na mazza, io per comprarmi un 45 giri dovevo fare a meno nella miscela nel ciao, ora vai alle serate e i dj (me compreso) hanno in una borsettina della standa 30 compilation palesemente furtate dalla rete, e va bene così …poi di vinile ne capisco un attimo e posso dirvi che con buona pace di tutti la differenza all’udito è inavvertibile se nn per i difetti dati da polvere, graffi ed usura che fanno bestemmiare anzichennò…provate a sentirvi i Cocteau Twins con un fruscio stramaledetto di fondo e poi mi direte…ora il vinile è un feticcio, per me resta un supporto poetico e simbolo di un epoca ma, viva la tecnologia che rende liberi e la mette in quel posto a tutte quelle major che hanno lucrato pure troppo sulla passione per la musica di intere generazioni di poveri sfigati come me…lunga vita al vinile ma, benvenuto tutto il resto!!!













