Ho trovato questo oggi alla Feltrinelli intl. e l’ho preso senza pensarci anche se la copertina non era in condizioni eccellenti, unica copia. Ancora devo addentrarmi, quindi intanto incollo la seconda di copertina. A tempo debito commento subito.

’80, NEW SOUND, NEW WAVE è una rilettura della storia sociale degli anni ’80 da una visuale inedita: quella della provincia italiana. L’analisi della musica di quegli anni, attraverso la rievocazione di eventi di spettacolo realizzati lontano dalle grandi aree metropolitane, ha offerto agli autori di questo volume documentaristico l’opportunità per spiegare e illustrare le ragioni di un successo artistico che la musica new wave raccolse nel decennio dell’edonismo reaganiano, sperimentando sé stessa sui primi palchi alternativi che le improvvisate ribalte di provincia seppero offrire a tanti gruppi e artisti allora emergenti.

copertina del libro

copertina del libro

Quel successo controverso, e per certi versi sottovalutato, che inizialmente la new wave trovò in provincia rappresenta un raro esempio di affinità culturali e artistiche tra nuovi artisti e nuovo pubblico, un caso di armonia spontanea e non indotta, di tendenza sociologica autentica. La new wave, da molti liquidata sommariamente come cultura musicale preconfezionata, comunicò invece degli slanci che serpeggiarono rapidamente, propagandosi, in ambienti sociali molto diversi e distanti per cultura, estrazione e sensibilità. Rivitalizzò gli stereotipi del punk da cui aveva tratto le proprie iniziali energie, ma coinvolse anche un grande popolo borghese, una maggioranza silenziosa che si lasciò rapire e trasportare da atmosfere robotiche e tecnologiche poi etichettate come ‘futuriste’.

Quella musica fredda ma trascinante trasmetteva velleità di modernismo, visioni apocalittiche ma suggestive, gettava sulla società ombre tenebrose ma affascinanti. Rappresentava una nuova sfida artistica che correva di pari passo con le nuove sfide esistenziali di ogni individuo, quelle che la rivoluzione dei computer intelligenti e della tecnologia al servizio dell’individualismo suggerivano come possibile chiave di volta e risposta alle tante progettualità sociali dei decenni precedenti, spesso contraddittorie, demagogiche, utopistiche, inadeguate o addirittura fallimentari.

La Provincia italiana sorprendentemente rispose per prima a queste sollecitazioni evolute, forse per una necessità di riscatto più forte e più intensa che altrove. Sotto i palchi dei primi concerti dei Bauhaus, dei New Order, dei Simple Minds e di tanti altri, si radunò una comunità di giovani artisti di provincia che talvolta è sopravvissuta alle mode perpetuandosi fino ai giorni nostri, a riprova della propria autenticità e onestà di intenti. Nelle nostre città capita ancora spesso di incontrare delle tribù dark wave, e gli sperimentatori delle sonorità degli ’80 sono a tutt’oggi tra le etnìe più nutrite e feconde del variegato panorama artistico della musica italiana ed internazionale.

Presentazioni del libro a Fidenza

Presentazioni del libro a Fidenza

Autori: Giuseppe Basile, Marcello Nitti
Edizioni: Geophonie
Anno: 2007
Prezzo: 22 euro

http://www.myspace.com/cesarebasile

http://www.geophonie.it/progettieditoriali.asp

Articoli Correlati